Cos’è l’educazione?

L’educazione è ciò che avviene quando una o più persone, in modo deliberato o anche inconsapevole, promuovono, stimolano o facilitano i processi di crescita interiore di una o più persone di qualsiasi età, incluse se stesse.

Per “crescita interiore” si deve intendere lo sviluppo delle potenzialità cognitive e procedurali, razionali, emotive, affettive, espressive e comunicative, creative, relazionali di un individuo e le sue capacità di analisi, di sintesi, di immaginazione, di fruizione estetica, di pensiero critico, di dissenso motivato, di autonomia funzionale ed emotiva, di empatia, di cooperazione, di consapevolezza ecologica, di pensiero non-antropocentrico.

Nell’ambito del processo educativo sarebbe di fondamentale importanza poter trasmettere, tra le altre cose, gli strumenti concettuali che consentono all’individuo di sviluppare una approfondita conoscenza di sé (e degli altri), utilizzando un’ampia gamma di risorse che vanno dal metodo maieutico proposto da Socrate fino alla psicoanalisi, con particolare riferimento agli sviluppi più recenti della psicoanalisi relazionale e della psicologia psicoanalitica del Sé.

L’educatore è il “soggetto supposto sapere” dell’educazione, ma – al di là dei ruoli professionali – chiunque può fungere da educatore nei confronti di chiunque altro o di se stesso, purché sia in grado di contribuire in modo diretto o indiretto, consapevole o inconsapevole ai processi di crescita interiore dell’altro o di sé.

Bambini al nido

L’inserimento del bambino al nido o alla scuola dell’infanzia è un momento emozionante e delicato. Quali consigli per viverlo al meglio?

Il cosiddetto “inserimento” è il periodo nel quale il bambino che inizia la frequenza del nido o della Scuola d’Infanzia si ambienta nel nuovo contesto. È una fase significativa nella crescita, un cambiamento importante nella vita del piccolo e dei genitori, poiché rappresenta spesso la prima esperienza di distacco prolungato dalla famiglia.

Verso l’autonomia
In questo senso l’inserimento al nido è una delle prime tappe nel cammino verso il raggiungimento dell’autonomia perché il bambino si ritrova in uno spazio nuovo, pieno di cose e persone sconosciute, con altri bambini con cui dover condividere giochi e attenzioni, con diverse abitudini e regole da conoscere e osservare.

Gradualità, condivisione, fiducia
Alcuni aspetti come la gradualità, la condivisione e la fiducia sono fondamentali in questo momento delicato ed emozionante per tutta la famiglia. Ce ne parlerà la pedagogista Chiara Borgia sul prossimo numero di UPPA, e ci spiegherà cosa possiamo fare (e cosa è meglio evitare) per rendere questa fase il più possibile piacevole e produttiva per il bambino.

 

Educare all’attesa

EDUCANDO ALL’ATTESA SI EDUCA ALL’AUTOCONTROLLO, AL RISPETTO E ALLA COMPRENSIONE DEI BISOGNI ALTRUI

Attendere il proprio turno per coccolare la bambola, desiderare a giugno un paio di scarpe che arriveranno a Natale, aspettare che l’altro finisca di parlare prima di ricevere ascolto. È possibile educare in questo modo i bambini di oggi, abituati ad avere ancor prima di desiderare?

Tutto e subito…
Oggi vediamo scuole o case in cui per tre bambini ci sono tre forbici, per quattro bambini quattro bambole, e così via; eppure adulti ed educatori pretendono che siano pazienti, rispettosi, calmi. Il bambino vive in un ambiente dove tutto è immediatamente e sempre accessibile, ma allo stesso tempo deve saper attendere. Com’è possibile? Quali occasioni offriamo ai bambini per imparare ad attendere?

Cominciamo dall’ambiente
Educare all’attesa significa educare all’autocontrollo, al rispetto degli altri, alla comprensione dei bisogni altrui. Per farlo dobbiamo ripensare all’ambiente in cui i bambini trascorrono del tempo per educarli all’attesa, seguendo alcuni semplici principi pratici. Ne parleremo con la formatrice montessoriana Annalisa Perino sul prossimo numero di UPPA.