Telecamere a scuola?

Ci è stato chiesto di esprimere un parere a proposito della questione delle telecamere nelle classi scolastiche (nella scuola dell’infanzia o altro). La nostra opinione è che i problemi si risolvono meglio se li affrontiamo dalla parte della testa e non della coda… vale a dire che piuttosto che allarmarci di fronte a certi casi – oggettivamente gravi – che vengono alla luce “a macchie di leopardo” sarebbe meglio lavorare molto di più sulla prevenzione. Questo a sua volta significa che dovremmo sforzarci di migliorare di molto la preparazione degli operatori scolastici (le maestre, ma non solo…) e dovremmo anche – probabilmente – effettuare una selezione molto più accurata delle persone idonee all’insegnamento. I “corsi d’aggiornamento” farlocchi fatti a posteriori e in modo estemporaneo non hanno mai migliorato la qualità degli insegnanti o la loro competenza pedagogica. Sono le università che dovrebbero assumersi in modo più serio il compito della preparazione, che risulta spesso largamente deficitaria per quello che riguarda le competenze psicopedagogiche dei laureandi. A valle dell’università, un diverso tipo di ente dovrebbe effettuare la valutazione della idoneità psicologica dei laureati. La questione è comunque ancora largamente materia di dibattito e di confronto; se avete una opinione (e la sapete motivare in modo solido) vi invitiamo ad esprimerla inviandoci i vostri messaggi in proposito.

Educare al coraggio

Le paure fanno parte della crescita; è importante affrontarle insieme ai bambini perché possano superarle

Gli studi sul cervello ci dicono che la paura è un’emozione antica, un meccanismo radicato nel nostro sistema nervoso che svolge funzioni indispensabili, come tenerci lontano dai potenziali pericoli o reagire con prontezza in situazioni rischiose.

Negli esseri umani, e soprattutto nei bambini, oltre ai pericoli reali, anche situazioni “immaginarie” possono fare paura. I bambini hanno paura di quello che può nascondere il buio, paura dei mostri o paura di qualche personaggio incontrato in una favola o in un film.

Ma cosa può fare il genitore di fronte a queste paure? Certamente minimizzare non serve, anzi in certi casi può essere controproducente. Quello che invece aiuta il bambino è sentire che la sua paura viene accolta e affrontata insieme a lui. Ci sono diversi modi per farlo: attraverso il racconto, utilizzando il disegno o “mettendola in scena”.
Sul numero di UPPA in arrivo a Novembre, lo psicoterapeuta Giuseppe Sparnacci ci racconterà come aiutare i bambini ad affrontare le paure e come educarli ad essere coraggiosi.

Non servono giocattoli

Ai bambini non servono giocattoli, ma solo occasioni e tempo per giocare con le cose di tutti i giorni (dalla rivista UPPA – Un Pediatra Per Amico)

Una bambina si aggira in una stanza, vede l’interruttore della luce. Lo preme e la stanza si illumina, lo preme ancora e la stanza torna nella penombra. Questa semplice esperienza ha sollecitato nel bambino una serie di domande e di ipotesi da verificare: funzioneranno così anche gli altri interruttori?

L’industria dei giocattoli vorrebbe farci credere che esistono giocattoli “didattici” che promettono di farli crescere più intelligenti, giocattoli per bambine diversi da quelli per i maschi, giocattoli che li terranno impegnati divertendoli. Un’industria che li bombarda con la pubblicità.

Eppure le cose non stanno affatto così: i bambini possono giocare con qualsiasi oggetto di uso quotidiano; e giocando imparano grazie alla loro insaziabile curiosità e irrefrenabile fantasia.

Di questo parlerà nel dettaglio Antonio di Pietro, pedagogista esperto di giochi, sul prossimo numero di UPPA in un articolo intitolato “Giocare con niente”.