L’assedio della Pubblicità

Il marketing fa leva sui bambini per indurre i genitori a comprare

Prima che la pubblicità invadesse la televisione, in particolare le trasmissioni rivolte ai bambini, gli adulti erano gli unici soggetti incaricati degli acquisti.

Ma le cose sono cambiate: da quando l’industria si è resa conto dell’enorme opportunità che aveva, ha iniziato un vero e proprio bombardamento nei confronti dei bambini, trasformandoli in tanti piccoli soldatini del marketing.

In un contesto in cui gli adulti hanno sempre meno tempo da passare con i propri figli, i regali e gli oggetti di consumo sono usati per attenuare il senso di colpa dei genitori, che assecondano ogni desiderio materiale, a volte addirittura anticipandolo, pur di accontentare il proprio bambino illudendosi di poter così “comprare” il suo amore..

Per orientare i genitori in questo mondo che cambia, sul prossimo numero di UPPA – Un Pediatra Per Amico, gli esperti del Centro Psicopedagogico di Piacenza cureranno uno speciale dal titolo “Me lo compri?”

Piccoli consumisti

L’attuale crisi dei consumi e l’incertezza sul piano dell’occupazione hanno toccato solo marginalmente il mondo dei giocattoli. Una volta le occasioni per ricevere un regalo erano sporadiche; i bambini di oggi, invece, sono circondati da oggetti e bombardati dalla pubblicità.

Ma di cosa hanno bisogno i nostri figli per stare bene ed essere felici? E quali sono gli effetti di questa “saturazione” di oggetti sulla loro capacità di immaginare? Cerchiamo di rispondere a questa domanda…

Il filosofo e pedagogista Walter Benjamin sosteneva che i bambini sono in grado di usare come giocattolo qualsiasi oggetto quotidiano, riconoscendogli caratteristiche invisibili all’occhio dell’adulto. È questa l’essenza stessa del gioco.

Sul prossimo numero di UPPA gli esperti del Centro Psicopedagogico di Piacenza cureranno uno speciale dal titolo “Me lo compri?” approfondendo i diversi aspetti educativi di questa era del consumo sfrenato.